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Capita molto spesso, a noi che lavoriamo nelle agenzie marittime (tramp), di dover reperire informazioni in tempi record e di non avere la possibilità di contattare chi dovrebbe fornirci tali informazioni a causa del fuso orario che ci separa.
La nostra agenzia è abbonata a due registri navali a pagamento ma, poiché sono per il FREE, ho fatto alcune ricerche e, quando devo inoltrare delle info - non potendo ovviamente fornire i nostri user e password - faccio riferimento alle risorse che ho trovato.
NAVAL VESSEL REGISTER - The Official Inventory of US Naval Ships and Service Craft
Si tratta di un sito molto ben organizzato. C’è la possibilità di fare ricerche veloci oppure di consultare il registro in ordine alfabetico. Qui un po’ di storia.
WORLD SHIPPING REGISTER
Una parte, la più importante, è a pagamento. La parte consultabile gratuitamente non è comunque da sottovalutare. Il database di tutti i porti del mondo (es: porti italiani); il database di tutte le compagnie di shipping; il database dei documenti (charter party, Bill of Lading…); infine, ultima ma non meno importante, la pagina per calcolare le distanze tra i porti.
DNV - Register of Vessels
Questo è il mio preferito, quando cerco qualcosa trovo tutto l’indispensabile… complice la fortuna di aver sempre trovato le navi che mi servivano (esempio).
Per le ultime notizie in italiano, il sito di riferimento è Informare. Per spulciare informazioni tecniche e non solo… il sito dell’Associazione di Zena (per tutte le altre c’è google).
Ancora non ho messo online la mia faccia da culo, ma l’account facebook l’ho creato anche io!
Probabilmente resterà legato a tutti quei servizi ai quali mi sono iscritta per pura curiosità e che poi sono finiti nel triste cassetto dei dimenticati. In fondo, anche questo è un modo per tener traccia di tutte le persone che conosco online. Aggiungetemi!!!
Tarantino è geniale. Kurt Russel è fan-ta-sti-co. La visione è stata più che apprezzata dai membri della casina.

«Ehi, Pam, ricordi quando ho detto che quest’auto era a prova di morte? Non dicevo una bugia..quest’auto è al cento per cento a prova di morte. Solo che per godere di questo vantaggio, devi sedere proprio al mio posto!»
Certo, così come l’hanno reso fuori dagli USA e dall’Inghilterra non vale proprio la pena di spendere i soldi del biglietto. Per dirlo alla francese, mi son sentita un po’ presa per il culo. Per cui, per il reale giudizio, mi riservo di procurarmi prima la versione da sei ore di Grindhouse e poi tornerò a ragionare sul verdetto.
Di Tarantino continua a piacermi la maniacale devozione al B-movie e la ciclica autocitazione… senza dimenticare, qui, il finale da serie-TV di una volta… (ricordate quelle trasmesse su Italia1 nei primi anni Ottanta?). Per ora è tutto.
Questi Planetakis sono semplicemente divertentissimi. Si sente che sono tedeschi e non solo perché cantano anche nella loro lingua madre.
Dicevo divertentissimi perché mixano gli stili in maniera incredibilmente spiritosa… dalla disco al pop, dall’elettronica cartoon al vecchio stile che in Germania ha avuto degli abili giocolieri.
I loro pezzi sono tutti online, pronti per essere ascoltati in un click:
- BEAUTIFUL TODAY - album completo
- Pogo in the shoes of Kylie Minogue - EP (con remix)
Coming soon OUT OF THE CLUB INTO THE NIGHT
Su youtube ho trovato qualche video…
live devono fare un casino incredibile, sembrano decisamente a loro agio.

I francesi vanno pazzi per l’orina lorina, soprattutto per quella gialla. Sono ricca!!!!!!!
chiara scrive:
braziiiiiiiiiiil na na na na na na na naaaaaaa
chiara scrive:
la neuro oggi arriverààààààààààààààààà
chiara scrive:
e presto poi mi porteràààààààààà
chiara scrive:
viaaaaaaaaaa
chiara scrive:
naaaaaaaaaa - aaaaaaaaaaaaaaa
chiara scrive:
aaaaaaaaaa - aaaaaaaaaaaaa
chiara scrive:
braziiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiil
Quando avevo 14 anni pensavo di essermi innamorata. Lui era il classico figlio di ricchi… sempre vestito da Piccolo Lord cresciuto, giocava a golf ed era una giovane promessa, studiava alla scuola germanica (aveva quelle origini lì) e tante altre cose che non ho mai avuto il tempo di sapere. Una sera d’estate l’ho chiamato nell’albergo dove era con tanti altri giovani golfisti… lui non mi aveva dato il numero ma sapevo dove fosse grazie a una amica. Be’, al numero rispose una ragazza e, facendosi delle grasse risate, me lo passò.
Riattaccai.
Ero in vacanza con mia nonna a Sirmione e lui era a pochissimi chilometri. Credo di aver maledetto il cielo.
Non la ero, innamorata, ma lui aveva quegli occhi azzurro verdi e quei capelli biondi in perfetto stile Antony di Candy Candy. Poteva essere più bastardo e fetente di così?
Il problema è che fino al giorno prima, se io cercavo un Anthony, lui era in cerca di una bambola gonfiabile… ed io non avevo la minima intenzione di esserla: ero cresciuta a suon di Cento colpi di battipanni prima di andare a dormire.
Detto questo posso scrivere quello che pensavo cinque minuti fa.
Sono fuori, a fumare una sigaretta. Davanti a me passano tre ragazzine di oggi, di quelle vestite seminude che si atteggiano come se il kamasutra lo avessero inventato loro (e che schifo, ci sono 3 di quasi 40 anni che le fissano con la bava alla bocca). Per un attimo mi salta al cervello, (con la merda, come direbbe mio padre), l’stinto materno e penso: figlia mia… cento calcioni nel culo prima di uscire con le amiche!
Nel 1991 avevo 11 anni. Ero decisamente troppo piccola per poter vedere un film del genere.
E’ la quintessenza del tragicomico. E’ uno dei film più geniali che io abbia mai visto. E c’è, stupenda, quella malizia col nasino all’insù che è come il pepe sui fagioli con l’olio toscano (e non mi riferisco agli effetti collaterali). Ogni cosa detta sulla trama è spoiler…
Un film surrealista, con un’attenzione maniacale per il dettaglio e con uno smodato ammiccamento al teatro. Per chi non si scandalizza e, soprattutto, per chi sopporta… il… cannibalismo.

Titolo: Delicatessen
Regia: Marc Caro, Jean-Pierre Jeunet
Anno 1991
Durata: 99 minuti
Voto: 5 applausi su 5
Dopo una cena salasso in una delle mie osterie preferite, ci siamo goduti il film in oggetto.
The Good Shepherd è un film forte, anche troppo in certi passaggi. L’intreccio inizialmente poco chiaro diventa a metà film una dinamica trama ricca di sospetti e di fantasmi.
De Niro regista è veramente figlio del cinema che ha interpretato. Racconta una storia alla quale non manca nulla… e nella quale tutto quello che è inutile o pericoloso viene spazzato via senza che vi sia bisogno di voltarsi troppo indietro… dove amori e nemici non sembrano misurati con pesi diversi.
Una nota di riguardo per John Turturro, che mantiene un portamento e uno sguardo eccezionali per tutta la durata del film… e per Angelina Jolie… che, se in un primo istante appariva troppo nowadays all’occhio pigro, è stata una scelta geniale:
Una riga anche per Tammy Blanchard, stupenda!
Il mio voto per questo film è 4 applausi su 5. La fotografia è ottima, i truccatori hanno fatto miracoli, la regia mi è piaciuta… solo 1 pattone perché la prima parte non scorre spietata come la seconda.
[be’ ho deciso di dividere i voti in applausi e pattoni… così riesco a spiegare meglio il mio inutile punto di vista]
Qualche tempo fa ero preoccupatissima per il fatto che April non mangiasse. L’abbiamo curata ad antibiotici, era davvero molto raffreddata, tanto che l’abbiamo dovuta curare due volte.
Quando finalmente ha avuto il nasino libero ha iniziato a mangiare di tutto. Di tutto tranne il tonno, visto quello che si dice in giro (e poi di suo non lo ama, perché ho provato con due scatoline e non le ha finite).
Nei pet-shop vengono tantissimi tipi di pappa, tanto che le prime volte ci passavo le ore a leggere tutti gli ingredienti. Ma ci è voluto poco per capirlo: più le cose sono pastose, gelatinose e moussose o dadinose… meno appaiono affidabili all’occhio umano. Ho stilato una scaletta delle pappe April mangia leccandosi i baffi… in ordine di qualità (le prime due si equivalgono e le seconde due, in certi casi, anche):
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ALMO NATURE: Tutte. Garantiscono il 100% di contenuto naturale. In acqua di cottura con l’1% di riso. Qui si mangiano soprattutto pollo, pesce dell’oceano e misto mare. Il prezzo si aggira tra i 90 cent e 1 euro a seconda del negozio. Con la linea Jelly si risparmia qualche cosa… ma per 10-15 centesimi non ne vale la pena, secondo me…
Ho trovato le tabelle dei continuti, ma sono in francese: qui per l’umido e qui per le crocchette.
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NATURAL-LINE: 100% di contenuto naturale… il nome non inganna. Ci sono le quantità in percentuale (es: 75%pollo, 20%acqua, 5%riso). Per ora ho provato solo pollo perché nel mio negozietto di fiducia dovevano arrivare le nuove scorte. Era in offerta-prova a 75 cents, ma dovrebbe costare sui 90 a prezzo pieno.
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SCHESIR: sotto consiglio di Barbara l’ho provato e ho trovato un prodotto speciale (peccato però che sia per gattini per cui la micia ne mangia 85gr a settimana). Costa circa 90-95 centesimi a scatolina. Profuma come le precedenti e ha l’aspetto di cibo sano. Leggendo l’etichetta si trova però la differenza. Ora per esempio ho un po’ di scatolette di pollo con aloe in casa (perché facilità il passaggio del pelo… e April ne sta perdendo tanto ora che è il periodo) e non mi tornano i conti sulle quantità “naturali”. Mi permetto di dire una cosa… il fatto che siano rivestite nel cartone serve solo a distinguerle in un attimo dalle altre millemila in commercio… ed io penso che il cartone sia incluso nel prezzo… eliminarlo no?
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SHEBA Trèsor: questa l’ho provata per caso perché una collega me ne ha portato due vaschette (al suo gatto non piace il pollo e lei aveva preso per sbaglio una confezione da 5 con due di pollo). Il pollo era in sfilaccetti al naturale, profumo identico a quello delle case precedenti.
Tutte queste pappe, una volta aperte, non hanno nulla da invidiare alle scatoline di tonno o di sgombro che noi mangiamo e, per quanto riguarda la carne… forse sono anche meglio delle varie tinsemal che ci propinano al supermercato!
Ho ricevuto questa bellissima offerta via email… ma non notate nulla di discordante? Io mi domando… ma leggono quello che scrivono?

Non vi salta agli occhi come un pugno?
Alla fine non cambierà niente, alla fine. Ma non iniziamo con la scusa che la sinistra va a votare e la destra no… ormai sono troppe volte che ci si nasconde dietro ai pretesti.
Marta Vincenzi, alla fine, ce l’ha fatta. Con il 51,23% dei consensi la candidata del centrosinistra è diventata il primo sindaco donna di Genova. Enrico Musso ha, invece, raccolto il 45,93%. Si andrà, invece, al ballottaggio per la provincia di Genova: il Presidente uscente, Alessandro Repetto, ha infatti, raccolto il 49,06% dei suffragi contro il 46,38% di Renata Oliveri. I due torneranno a sfidarsi alle urne il 10 e 11 giugno prossimi.
Be’ Enrico Musso mi aveva fatto venir voglia di andare a votare… ma a votare una persona in carne ed ossa a prescindere dal cacchio di simboletto che per me non significa nulla (passo da una parte all’altra a seconda delle persone, non voto mai un partito a prescindere dalla formazione, dalla cultura e dalle proposte del candidato). Speravo che qualcosa sarebbe cambiato, che le nostre strade sarebbero diventate più sicure… invece cambierà poco, solo qualche faccia di rompipalle sostituita con altre che presto saranno tali.
Continueranno a sputare nel piatto del prossimo e a condividerne il pasto…
… Spero solo di essere smentita.
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