Un anno fa, il primo sabato di settembre, a quest’ora ero in chiesa vestita di bianco (ora sono in ufficio a controllare che non scoppino casini particolari, niente di stressate). Era una giornata esattamente come quella di oggi… sole e venticello. Era una giornata di ansia estrema perché, maledetta la timidezza e complice il fatto che non conoscessi nessun parente dello sposo :D, le preoccupazioni erano tante. Ora mi scappa un sorriso.
Il matrimonio è andato bene, tranne una serie di intoppi che probabilmente non dimenticherò mai ma, tanto per ridere con voi, li elenco qui:
- Alle 9:00 di mattina ho la tremarella e le gambe non mi reggono. Non riesco a stare in piedi con i tacchi e ripiego su un paio di ballerine fornarina che - a tradimento - avevo comprato il giorno prima senza nulla dire a mia madre.
- Arrivo in chiesa, ingresso con marcia, e mi rendo conto che mia nonna ha dato i due librettoni a noi sposi invece che darne uno al frate e uno a noi (seguirà una messa alla cacchio con il frate che improvvisa a volte azzeccando il rito scelto, a volte no). I miei testimoni ridono.
- Scambio degli anelli: sono impedita e non riesco a slacciare quello del maritino… qualcuno sghignazza pensando al classico scherzo, invece sono proprio impedita di mio, mi tremano le mani e faccio ridere anche il frate.
- Cerimonia finita: le macchine non hanno i fiocchetti.
- Arriviamo al ristorante: la torta, sopra, non ha gli sposini ma i fiori. Questa me l’ero proprio dimenticata… pensavo che i bambocci sopra ce li mettessero di default (ricordarselo in caso di metempsicosi).
- Diamo le bomboniere: le facciamo tutte uguali, non sapevamo assolutamente che per i testimoni e i genitori si facesse qualcosa di diverso. Ai matrimoni precedenti tutti avevano fatto come noi, per cui non ci siamo premurati di verificare se ci fossero altre usanze. Un bel vaffanculo tra i denti a chi ha pensato bene di farci notare almeno in 4 occasioni che altri, peraltro ignoti, avevano fatto meglio di noi (machissenefrega).

A distanza di un anno posso dire che il tempo sia volato… che io non mi sia ancora resa conto di quello che è successo quel giorno, che a rivedere il filmino mi sento come se per un giorno mi avessero rapita gli alieni e che… devo ancora far vedere l’album ai miei suoceri per cui dovrei anche svegliarmi e portarglielo (i miei mi hanno fatto notare che sono una figura di merda in carne e ossa).